NO MUD PER LE AZIENDE AGRICOLE

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Il Ministero dell’Ambiente ha confermato l’interpretazione della Coldiretti sull’articolo 69 del cosiddetto Collegato ambientale (legge 28 dicembre 2015, n.221), entrato in vigore il 2 febbraio 2016.
La norma, in particolare, riconosce la possibilità per le imprese agricole e per alcune categorie professionali (es. centri estetici e tatuatori) che producono rifiuti pericolosi, compresi aghi, siringhe e oggetti taglienti usati, di assolvere all’obbligo di registrazione nel registro di carico e scarico dei rifiuti ed all’obbligo di comunicazione al Catasto dei rifiuti tramite il Mud attraverso la compilazione e conservazione, in ordine cronologico, dei formulari di trasporto.
La conservazione deve avvenire presso la sede dei soggetti esercenti le attività indicate nell’articolo o tramite le associazioni imprenditoriali interessate o società di servizi di diretta emanazione delle stesse, mantenendo presso la sede dell’impresa copia dei dati trasmessi.
In vista della scadenza prevista per la presentazione del Mud 2016, Coldiretti ha chiesto al Ministero di chiarire con precisione l’ambito di applicazione della disposizione di semplificazione, precisando se l’esonero dall’invio del Mud si applichi a partire dall’anno in corso (e, quindi, con riferimento al Mud 2016, in scadenza il 30 aprile, riferito ai rifiuti prodotti nell’anno 2015), ovvero si applichi a partire dal Mud 2017 (riferito ai rifiuti prodotti nel 2016), considerato che la norma è entrata in vigore nel mese di febbraio 2016.
Con parere reso in data 11 aprile 2016, il Ministero ha precisato l’immediata applicabilità della disciplina, già a partire dal Mud in scadenza il 30 aprile 2016 che, pertanto, potrà essere sostituito con la tenuta ordinata della contabilità, anche con il supporto delle associazioni di categoria o società di servizi di diretta emanazione.
Sul punto, il Ministero, infatti, ha chiarito che la modifica normativa interviene ad estendere le semplificazioni accordate dalla previsione, sotto il profilo sia soggettivo – includendo anche le imprese agricole tra i soggetti beneficiari delle agevolazioni – che oggettivo – ampliando a tutti i rifiuti pericolosi l’ambito di applicazione della disposizione, in origine limitato ai soli rifiuti sanitari, precisando che “anche per le categorie di imprese o di rifiuti di nuova introduzione, l’esonero la semplificazione accordata possa applicarsi già a partire dall’anno in corso (e, quindi, con riferimento al Mud 2016, in scadenza il 30 aprile, riferito ai rifiuti prodotti nell’anno 2015).
Accedendo ad una diversa interpretazione, se si considerasse applicabile la semplificazione solo a partire dal Mud 2017 (riferito ai rifiuti prodotti nel 2016), si imporrebbe, per il prossimo anno, comunque, la presentazione del Mud relativo ai dati dei rifiuti prodotti fino all’entrata in vigore della norma, avvenuta nel mese di febbraio 2016. Tale lettura appare in completa contraddizione con la ratio di semplificazione della previsione”.
Soddisfazione, quindi, per la semplificazione, sollecitata da Coldiretti nell’ambito dei lavori di approvazione della legge che si aggiunge a quelle già vigenti per le imprese agricole che, quando conferiscono i propri rifiuti a circuiti organizzati di raccolta previo apposito contratto di servizio, sono anche esonerate dall’obbligo di iscrizione al sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti (Sistri).

(Fonte: Coldiretti)

 

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Al via il Decreto “Uno contro Zero”, i piccolissimi RAEE si portano in negozio

Telefonini, tablet, piccoli giocattoli elettronici, caricabatterie, spazzolini e rasoi elettrici obsoleti sono solo alcuni esempi dei piccolissimi RAEE che giacciono a lungo inutilizzati nelle case degli italiani: da oggi i cittadini hanno a disposizione un’opportunità in più per disfarsi di questa tipologia di rifiuti arrivati a fine vita.

Il 22 luglio 2016 è entrato in vigore il decreto sul ritiro “Uno contro Zero” (Decreto n. 121 del 31 maggio 2016), grazie a cui i cittadini italiani potranno consegnare i propri RAEE di dimensione inferiore ai 25 cm presso un punto vendita di AEE di almeno 400 mq, senza obbligo di acquistare un nuovo prodotto equivalente. I distributori con superficie di vendita di AEE al dettaglio inferiore a 400 mq possono invece effettuare il ritiro gratuito dei RAEE di piccolissime dimensioni provenienti dai nuclei domestici in modo volontario.

Il decreto introduce inoltre una semplificazione burocratica per facilitare la procedura di raccolta dei piccoli dispositivi: non sarà necessario richiedere e registrare i dati di chi conferisce questa tipologia di rifiuto, garantendo un significativo risparmio di tempo.

La misura rappresenta un traguardo fondamentale per incrementare la raccolta dei rifiuti elettronici di piccolissime dimensioni, in costante aumento a causa del rapido ricambio di tecnologia. Questi oggetti, infatti, costituiscono quantitativi che possono contribuire in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi comunitari imposti dalla Commissione Europea per il prossimo futuro: garantire il ritorno del 45% della media dell’immesso sul mercato del triennio precedente entro il 2016 e del 65% entro il 2019.    –CDC RAEE-